Digicom Racconta Tippy

ROMANO NIRONI NON È SOLO IL RESPONSABILE DEI PRODOTTI A MARCHIO TIPPY, MA È UN PAPÀ CHE CI RACCONTA COM’È NATA L’IDEA DI CREARE UN PRODOTTO COME TIPPY PAD.

L’intuizione di Tippy nasce direttamente dalla proprietà del gruppo B810,  di cui Digicom fa parte, dalla consapevolezza di essere genitori prima ancora di essere imprenditori. Colpito dai casi di bimbi abbandonati inconsapevolmente in auto in Italia tra il 2013 ed il 2016, il management dell’Azienda si pone l’obiettivo di realizzare, utilizzando le proprie competenze tecnologiche, una soluzione che consenta di evitare queste tragedie, fornendo un concreto supporto alle famiglie moderne.

Analizzando il mercato, abbiamo trovato esclusivamente prodotti da collegare con cavi alla presa accendisigari dell’auto, a nostro parere, scomodi e poco flessibili.     Non  avendo l’impostazione di una start up, ma quella di una vera e propria fabbrica di prodotti connettibili a reti wireless, la nostra Ricerca e Sviluppo possedeva già una grande esperienza nella progettazione di dispositivi connessi.

Nel ruolo che ricoprivo di Product Manager,  mi fu chiesto di analizzare e studiare una soluzione senza fili che potesse prevenire questi  tragici eventi.

L’obiettivo era sfidante: creare un dispositivo semplice, accessibile economicamente, di facile installazione ed  in grado di dialogare con uno smartphone. Con tutto il team siamo partiti da un foglio bianco, definendo le logiche di funzionamento e brevettando un sensore dedicato per la rilevazione del peso.

Nel 2016, quando il  progetto fu lanciato in Azienda, lo stimolo migliore, per ottenere il risultato e realizzare un prodotto, arrivò da mio figlio che aveva poco più di 6 mesi. Mi consentì di testare  personalmente con grande entusiasmo ogni aspetto della soluzione a partire dalle fasi embrionali.

La sperimentazione è durata diversi mesi. Abbiamo lavorato su numerosi aspetti e vincoli tecnici, affinandoli fino al lancio sul mercato nel Dicembre del 2017. Ci ha soddisfatti l’altissimo grado di affidabilità che ha contraddistinto fin da subito TIPPY PAD.  Ci siamo concentrati sul proporre materiali di altissima qualità, certificati sia dal punto di vista chimico che meccanico e su test che garantissero l’ininfluenza del dispositivo, per la sicurezza dei bimbi a bordo, in caso di collisioni tra veicoli.

Con grande soddisfazione personale e professionale, sono orgoglioso del risultato che siamo riusciti a realizzare e proporre. Un prodotto sicuro, il più apprezzato dal mercato e che ha soddisfatto tanti genitori …come me.

ROMANO  PROSEGUE IL RACCONTO SPIEGANDO IL SUCCESSO DI TIPPY PAD IN ITALIA E DI COME IL DISPOSITIVO ANTIABBANDONO POSSA ENTRARE NEL MERCATO ESTERO.

Nel 2017 quando il prodotto fu lanciato sul mercato italiano ottenne un’accoglienza abbastanza tiepida: le necessità alle quali rispondeva Tippy Pad non erano chiare alle famiglie moderne. Grazie alla nostra strategia comunicativa riuscimmo a definire e a comunicare il bisogno e l’esigenza di un dispositivo come Tippy Pad, vendendo le prime decine di migliaia di prodotti nei più importanti store della prima infanzia.

Il lancio del prodotto e l’inizio delle vendite furono antecedenti all’entrata in vigore della legge relativa i sistemi antiabbandono. Dal 2019 è infatti obbligatorio installare dispositivi anti abbandono nelle automobili che trasportano un bambino di età compresa tra gli 0 e i 4 anni.

All’interno della normativa vennero elencate anche le caratteristiche costruttive e tecnico-funzionali necessarie per la conformità alla legge da parte dei dispositivi anti abbandono. Nonostante Tippy Pad fosse sul mercato da oltre un anno rispondeva perfettamente ( e risponde tutt’ora) ai requisiti legislativi.

L’essere stati i primi a proporre una soluzione semplice, affidabile, alla portata di tutti e a norma per i figli ha segnato il successo del prodotto e del Marchio Tippy.

Viviamo in un mondo dove le persone sono bombardate da stimoli e offerte continue. Le famiglie di oggi, per qualsiasi ambito, hanno infinite opzioni tra cui poter scegliere. Per questo motivo oggi, più di ieri, le famiglie sono molto più attente e selettive.

La nostra è l’idea più seguita e apprezzata in Italia: abbiamo creato un dispositivo di qualità e accessibile a livello economico. Due aspetti importanti per la valutazione di acquisto da parte del genitore, già sottoposto a diverse spese.

Con la nostra esperienza in ambito tecnologico, sicuramente avremmo potuto creare un prodotto con gradi di sicurezza più elevati rispetto al dispositivo attualmente in commercio, ma il costo non sarebbe risultato alla portata di tutti.

TIPPY PAD è la soluzione al minor costo possibile che garantisce il massimo livello di sicurezza: quello conforme alla legge. Per questo ha riscosso così tanto successo.

Per quanto riguarda l’estero, nonostante la pandemia abbia interrotto i nostri progetti, rimane comunque l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la sicurezza infantile anche fuori dal confine italiano.

Il problema dell’abbandono dei bimbi in auto, infatti, è comune in tutto il mondo. Non esistono distinzioni politiche, religiose, razziali, economiche e/o culturali.

Persino gli Stati Uniti, unico paese a fare conteggi statistici su questi casi, raccontano che il problema non è così limitato come può sembrare. A loro volta stanno discutendo una legge simile a quella italiana, relativa ai sistemi anti abbandono obbligatori in auto. Sicuramente il mercato statunitense potrebbe essere interessante. Non appena la situazione legata alla pandemia migliorerà ripartiremo con le attività. Non sarà facile, ma a noi di DIGICOM piacciono le sfide!

IL RESPONSABILE DEI PRODOTTI A MARCHIO TIPPY CONTINUA A RIVELARE “IL DIETRO LE QUINTE” DELL’AZIENDA DIGICOM APPROFONDENDO LA PROBLEMATICA RELATIVA ALL’ABBANDONO DEI FIGLI IN AUTO E DEL RAPPORTO TECNOLOGIA-UMANO.

C’è sempre stato un po’ di scetticismo nei confronti del dispositivo Tippy Pad e del suo obiettivo finale: prevenire l’abbandono involontario di bimbi in auto. Questa problematica è percepita solitamente, dai genitori, come un qualcosa di molto distante da loro. Chiunque si “dimentichi” il proprio bambino in auto è considerato una brutta persona che non riserva la giusta attenzione alle cose importanti.

Questo è certamente il pensiero di chi affronta questo argomento per la prima volta, senza approfondire i casi.

Io stesso ero di quest’idea, ma analizzando i singoli casi e le informazioni relative, ho scoperto che queste “dimenticanze” erano legate ad un vuoto di memoria chiamato amnesia dissociativa.

Il vero problema dell’amnesia dissociativa, purtroppo, è che non si può prevedere. Non esistono sintomi o altri fattori che possano farne percepire il rischio.

I casi avvenuti negli ultimi anni, riguardano genitori normali, di famiglie comuni. Genitori anche con un grado d’istruzione elevato a cui, disgraziatamente, è capitato di scordare il figlio in auto non sempre con esiti positivi. Molti di loro a distanza di anni, ancora non si capacitano di come sia potuto accadere. Non si tratta dunque di persone distratte o affette da patologie.

Il fatto di avere una mente impegnata, con tanti pensieri quali stress, tensioni familiari o lavorative, sono fattori comuni al genitore moderno, che con il tempo impara a conviverci. Io stesso, essendo padre e svolgendo un ruolo lavorativo con tante responsabilità, mi sento parte di questa categoria di persone a rischio.

Questo non lo afferma Digicom ma scienziati, dottori e psichiatri, che spiegano come il black out di memoria sia un problema ricorrente nelle vita moderna, una vita frenetica e sottoposta a continui stimoli.

Per questo abbiamo creato Tippy Pad, per mettere a disposizione un supporto alle famiglie di oggi.

L’infinito universo tecnologico che avvolge sempre più la vita delle persone, porta con sé un interrogativo morale sulla positività/negatività della situazione.

La tecnologia, a mio modesto parere, è positiva purché rispetti alcune condizioni: deve essere semplice, alla portata di tutti e non invasiva. Solo così potrà essere davvero utile.

Il brand Tippy cerca di sfruttare proprio il buono della tecnologia a favore della sicurezza infantile, rendendola disponibile a tutti, in termini di costi ed usabilità, ma anche esteticamente accattivante data l’attenzione al design dei nostri prodotti.

Nel mondo della medicina ogni avanzamento tecnologico è visto positivamente… Perché non dovrebbe essere lo stesso per ambiti diversi come la sicurezza infantile a casa o in auto?

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